Emma “Non ho più paura. O Quasi”

 

Emma che è appena ritornata sul mercato con il cd <Sarò Libera> rilascia una simpatica intervista a grazia.it da un luogo inusuale :

    • Ciao, sono Emma, accetta il contatto?». Certo che accetto di intervistare Emmanuela Marrone, la 27enne vincitrice dell’edizione 2010 di Amici, ultima rivelazione del panorama musicale italiano.
    • Ma, quando mi appare in canotta azzurra sullo schermo del computer per il nostro incontro via Skype, ecco la sorpresa. «Indovini dove sono? La aiuto facendo ruotare lo schermo…». Vedo alcuni quadri di paesaggio sullo sfondo. Troppo poco. Chiedo un altro aiuto.

      «Guardi la poltrona laggiù e adesso la mia bocca da vicino…». Non ci credo: Emma è nello studio di un dentista. «Possiamo fare l’intervista adesso? Mi ero dimenticata che avevo un appuntamento…».

      Nessun problema. Partiamo dal titolo dell’album uscito il 20 settembre, “Sarò libera”. Da che cosa o da chi deve affrancarsi?
      «Mi piaceva l’idea di ritrovata libertà. Del resto io mi sento quasi completamente affrancata da quelle paranoie che, come persona e come artista, mi hanno sempre condizionato in passato».

      Quali sono le “paranoie da artista”?
      «Fare un disco brutto, perdere la voce prima di un concerto, esibirsi male dal vivo… Finora non è mai successo, ma si tratta di paure che vengono a tanti cantanti».

      E che cosa tormenta lei?
      «All’esterno posso sembrare sempre forte, talvolta persino arrogante, in realtà sono fragile e insicura. Anche se sto migliorando».

      Il successo, i tre dischi di platino ottenuti con “Oltre”, il disco “A me piace così” rimasto 45 settimane in classifica, il secondo posto all’ultima edizione del Festival di Sanremo, a cui ha partecipato insieme ai Modà, il singolo “Sarò libera” subito secondo nella classifica di iTunes…

      Tutte queste cose non l’hanno aiutata ad avere più autostima?
      «Mi fanno piacere, perché so che sono il frutto di un duro lavoro e di tanti sacrifici, ma io credo che la sicurezza sia una conquista interiore che non dipende dai risultati del tuo lavoro. O meglio, non solo da quelli. Le faccio un piccolo esempio: ho sempre paura di sudare, che il vestito si macchi perché sono troppo accaldata e mi agito. E poi c’è anche il dentista, non è che mi tranquillizzi molto…».

      Concentriamoci sulla musica. Il suo disco è graffiante come la sua voce, però appare sorprendentemente intimistico.
      «Diciamo che rompe il filo con gli altri due. Ci sono evidenti miglioramenti stilistici nei testi, vocalizzi e arrangiamenti, segno che la mia storia musicale sta andando avanti. Alcune canzoni, poi, svelano quella parte di me che ancora non era emersa: quella dolce e sensibile. Lo ammetto, su questo ho dovuto lavorare parecchio».

      Si riferisce, per esempio, ad “Amore e ghiaccio”, sul tema dell’anoressia?
      «Quello è un testo difficile da cantare per me. Ho studiato e letto molto sul tema: mi suscitava un misto di rabbia e di amore. Mi dispiaceva per le persone che soffrono per questa malattia, ma dall’altra parte non riuscivo a capire come ci si possa autoinfliggere un tale dolore volontariamente, quando ne esistono altri già gravissimi».

      Come ha risolto questo contrasto?
      «Ho capito che non è un disagio solo fisico, ma affettivo, che ha radici profonde. Queste persone vanno aiutate».

      È sempre pronta a dare voce ai problemi sociali. So che ha fatto il servizio civile in una comunità per disabili…
      «L’anno più bello della mia vita: mi alzavo prestissimo al mattino e tornavo a casa tardi. Stravolta, ma felice. Aiutavamo i bambini abbandonati dai genitori giocando con loro, quelli affetti da problemi psicomotori con tecniche e movimenti di recupero. Lo consiglio a tutte le ragazze: fate il servizio civile, diventerete donne più responsabili».

      Lei si è messa in gioco anche in un altro modo. Rendendo pubblico il suo cancro maligno all’utero, che, per fortuna, le è stato asportato in tempo.
      «Hanno detto e scritto che l’ho fatto per promuovere il mio disco. In realtà, avrei potuto renderlo noto durante la trasmissione di Amici, forse sarebbe stato più “utile” allora. Ma sentivo il bisogno di far capire che non sono – perdonatemi il termine – una “fighetta di plastica” che sa solo cantare, ma una donna che ha avuto anche dei problemi. E volevo sensibilizzare le donne: fate le visite di controllo, a me hanno consentito di riacciuffare la vita al volo. Per questo sono testimonial dell’Ant, l’Associazione nazionale tumori».

      Il gossip la turba?
      «In realtà no, ma certi livelli di squallore sono inqualificabili. Per il resto scrivano quello che vogliono, io non mi nascondo né modifico di una virgola il mio stile di vita. Sono molto semplice e alla mano. Bucolica, direi: abito in un casolare in campagna, vicino a Frascati, perché odio il caos delle grandi città e, quando posso, divento una casalinga che cucina, gioca col cane, non va nelle beauty farm e si occupa da sola delle pulizie di casa. Mi piace vivere all’aria aperta, andare dal macellaio e dal fruttivendolo senza pensare al trucco, accogliere il postino in pigiama».

      Eppure sembra sempre così attenta al look…
      «Sono maniaca delle creme. Posso uscire senza mascara, ma mi spalmo sempre ogni tipo di ritrovato per le mani, i piedi, il contorno occhi, il girovita…».

      Però, quelle che vedo lì dietro sembrano extension. E poi mi sembrava che il paragone con Anna Oxa, con cui ha duettato in “Quando nasce un amore”, si riferisse anche al look…
      «Queste (indica le ciocche che si allungano sulle sue spalle, ndr)? Domani le tolgo, le ho fatte per gioco. Anna è un’icona di stile, fa scelte borderline. E io, per quanto un po’ vanitosa e vittima dello shopping come tutte, non eccedo mai. A parte gli occhiali colorati, un vezzo che mi ha trasmesso il mio compagno».

      Perdoni se adesso torno al gossip. Ma è vero che lei e il ballerino Stefano De Martino, dopo la separazione e il ritorno insieme (lo scorso marzo, ndr), vi sposerete?
      «Chi lo sa, magari lo abbiamo già fatto…».

      Non vedo la fede all’anulare.
      «Quella non è indicativa. Comunque, si tratta della mia vita privata, di cui non rendo conto a nessuno, figurarsi ai giornali. Posso dire che ho trascorso un’estate davvero felice, tra i concerti con la mia band e le vacanze in Salento e a Ponza».

      Quel Salento dove lei, nata a Firenze ma cresciuta ad Aradeo, nel Leccese, si esibiva nei concerti di piazza interpretando cover di Mina.
      «In questo album c’è un pezzo, Scusa se vado via, che richiama un po’ la musica Anni 60, secondo me, il periodo migliore di Mina. A volte penso a come sarebbe cantare con lei, ma non oso nemmeno sognarlo. Non saprà neanche chi sono».

      Non faccia la falsa modesta, di sicuro la conosce. E poi Mina è curiosa e attenta ai giovani talenti…
      «A me importa che continui a fare dischi, è sempre un regalo bellissimo».

      Già che ci siamo, mi fa vedere il tatuaggio che ha sull’avambraccio?
      «Eccolo (avvicina il braccio allo schermo, ndr). C’è scritto Nuccia, il diminutivo di mia nonna: siamo molto unite, anche se la forza di un legame non dipende certo dai caratteri incisi su una parte del corpo».

      L’ha accompagnata lei dal dentista?
      «No, i miei genitori. Da sola non riesco proprio a sedermi su quella sedia. Dovrò tenere l’apparecchio per altri sette mesi. Anzi, come sto?».

      Mi faccia vedere bene, apra la bocca… Quasi non si vede.
      «Ah, sì? Quando esco di casa, però, lo tolgo. Per fortuna che il dentista non ci sta ascoltando in questo momento…».

    • fonte: http://www.grazia.it/magazine/interviste/Emma-Marrone-Non-ho-piu-paura.-O-quasi

 

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