Emma: i fan, l’Amoroso e Mengoni

Emma Marrone live - Credits: La Presse

 

Emma rilascia un’interessante intervista a Panorama.it, dove parla del suo rapporto con i fan, dell'”incidente avuto dalla Amoroso con un gruppo di sostenitori a Macerata e del nuovo singolo di Mengoni.

In questi giorni di promozione abbiamo visto che la partecipazione del pubblico è stata mastodontica.

“Dopo la vittoria a Amici e l’esperienza a Sanremo 2011, forse un po’ ti aspetti così tanto pubblico per vedermi dal vivo, ma è l’età che mi ha lasciato senza parole. Vengono dalle bambine di tre anni alle nonne senza nipoti, con i dischi in mano le magliette da far firmare. Ho visto anche tanti maschietti, pensavo di essere più vicina a un pubblico femminile e invece no.

Che sia chiaro, non mi dispiace che i miei dischi vengano comprati dalle ragazze, anzi, è grazie alla loro passione che il mio progetto va avanti. C’è sempre la ragazza che piange e si dispera per l’emozione ma c’è all’estremo opposto chi invece chi mi segnala gli autori preferiti dei miei brani”.

È vero che sei stufa che si parli di te per notizie di gossip?

“Vedere il mio sedere al mare sbattuto sul giornale, a essere sincera, non mi ha fatto piacere.

Chi mi conosce sa che non ho mezza copertina posata con il mio fidanzato e così anche lui. Prima me la prendevo, adesso so che fa parte del gioco e a questo si abbinano tante altre cose positive, lo accetto. A volte faccio interviste di due ore in cui si parla di musica, poi arriva l’ultima domanda fuori dai denti, mi chiedono del fidanzato e poi quando compro il giornale è tutto incentrato su quell’ultima domanda”.

Come ci si sente a esordire al primo posto in classifica?

“Da un punto di vista personale mi imbarazzo nel vedere Giorgia che sta sotto di me. Avevo nove anni che compravo i giornali che parlano di musica e Sanremo e ora sono lì. Però dall’altra so che c’è dietro un grande lavoro non solo da parte mia, ma di tutto lo staff, per stare sempre sul pezzo.

Devi mettere da parte tutto, compresa la vita privata. Valigia in mano e sempre in giro. Sono giusto riuscita giusto ieri a fare il bucato”.

 I tuoi lavori sono quasi tutti vicini temporalmente, quando hai registrato “Sarò libera”?

“Durante le prove del tour. Nelle mezze giornate libere, registravo a Roma tre o quattro pezzi e ripartivo. Mi chiudevo in studio dalla mattina alla sera.

Il mio segreto, per fortuna, è avere una voce che regge tantissimo lo sforzo. Rispetto a tanti cantanti che magari fanno mezza canzone, una alla volta, io vado a ritmo più elevato. Chi mi segue in studio dice che con me lavorare è una passeggiata. Abbiamo chiuso le registrazioni dell’album in pochissimi giorni”.

Ma non è una vita troppo stressante?

“In questo lavoro il carattere c’entra tantissimo, ma anche il piacere di farlo. Per me non è strano arrivare a questi risultati in così poco tempo perché durante “Amici” mi insegnavano a lavorare tantissimo e in poco tempo. Studiavamo dai dieci ai venti pezzi a settimana.

A volte questo lavoro passa in secondo piano perché al serale tra le discussioni, Platinette e la Maionchi tu sei lì che un po’ ascolti e un po’ subisci. Prima dello show del serale, la sveglia era alle 7 del mattino e tornavamo in casetta alle nove di sera. E si cantava tutto il giorno, anche con l’orchestra.

Per la finale avevamo pronti trenta pezzi a testa, più i musical. Ecco, io più sono sotto stress, più canto”.

Alessandra Amoroso una sera ha avuto una reazione forte

in un incontro con i fan per eccessiva stanchezza…

“So cosa vuol dire stare in tour e la capisco. Dormi poche ore a notte, passi da un albergo all’altro. Spesso mangi schifezze, perché sei in giro e mangi a orari strani. Può capitare che hai dei momenti di nervosismo. Magari hai quattro date consecutive, sei scesa dal palco dopo il concerto per gli autografi e poi ti cercano dopo alle due quando mangi.

Non giustifico la reazione di Alessandra, ma chi non è nei nostri panni non può capire. A volte nella vita una persona sclera, vale per tutti.

Qualcuno dice che noi siamo personaggi pubblici e quindi non lo dobbiamo fare. L’errore è far emergere a mezzo stampa trasformando un’eccezione in un caso pubblico.

Anche a me è capitato di ritrovarmi i fan alle quattro di notte sotto l’albergo. Bisogna avere tanta calma, io a denti stretti l’autografo l’ho firmato. Una volta mi hanno persino bussato nei bagni dell’Autogrill. È un peccato che escano queste cose perché poi basta un episodio che cancella tre anni di impegno reale nella cura del rapporto con i fan”.

Emma Marrone, la cover di “Sarò libera” – Credits: Universal Music

È vero che hai paura di proporre qualcosa di totalmente tuo?

“È una questione di tempi. Adesso ho un certo successo, se scrivo una bruttissima canzone la mia paura più grande è che qualcuno la compri a prescindere, solo perché è scritta da me.

Non voglio che succeda questo. Vorrei essere sicura di poter scrivere, magari tra tre anni, un album completamente mio e vendere lo stesso numero di copie. Questa per me è ancora gavetta. Il pub insegna, Amici insegna, però è ancora presto per chiedere un investimento alla mia etichetta per qualcosa che poi magari non va bene per me e va male per loro.

Ho bisogno di tempo per conoscere anche tanti produttori, per capire chi mette mano sui brani e capire chi mi può aiutare nel modo migliore”.

Però Marco Mengoni ha realizzato da poco un album personale,

scritto da lui. Ed è agli esordi…

“Ieri sera ho visto il videoclip dell’ultimo singolo, ‘Solo’. Mi sembra carino.

Io il ritornello non lo avrei aperto così, con tutte quelle chitarre. Mi piace tanto invece il giro delle strofe dove c’è un basso bellissimo, vorrei sapere chi è il bassista di quel pezzo! Anche il testo mi piace. Lui è un ragazzo sensibile e ha tanto da dire. Ha fatto bene a muoversi in modo diverso sal mio, trovo che abbia fatto un bel lavoro e sulla voce non si può dire nulla”.

Il tuo pubblico nei live, lo abbiamo scritto, non ti basta.

Vuoi anche i genitori, gli accompagnatori, vuoi l’attenzione di tutti…

“È il mio modo di fare. È rischioso perché può essere preso come un atto di presunzione che va oltre il cantare bene la canzone. Il live è un momento di vera interazione, anche in questo senso. Ci sono stati concerti in cui raccontavamo barzellette, perché da me ci si deve divertire e mi dà fastidio se io canto e una persona è distratta.

Perché voglio sapere il motivo ed è una cosa che serve a me per migliorare. Tutto rimane nell’ordine del gioco, naturalmente.

Nel primo tour con un agenzia diversa un po’ venivo bloccata, non amavano questo mio modo di fare musica. Nei live divento una bestia, anche quando seguo i musicisti cambio gli arrangiamenti e mi trattano come se fossi il loro capitano. Il live è un’esperienza particolare”.

Emma Marrone live – Credits: La Presse

Eppure in tv appari sempre timidissima.

“In televisione sono terrorizzata, in particolar modo a Amici nello studio piccolo. Ogni volta che entro là dentro mi rivedo come agli inizi. Dove non chiedevo di fare pipì per la vergogna. Ho talmente tanti ricordi, è troppo emozionante”.

È vero che sarai protagonista di un torneo di “Amici”

tra vecchie e nuove glorie? Sai qualcosa in merito?

“Ho letto anche io di questa cosa, di persona non ne so nulla. Secondo me se sarà divertente. Fare questo lavoro è una grande fortuna, fare troppo gli alternativi a volte non paga.

Se una persona nasce da un talent rimarrà sempre legato a quel programma. Bisogna fare le cose proprie senza dimenticare da dove sei nato, io umanamente non sento di dire no a Maria. E se sfido Alessandra Amoroso, sono pure contenta. C’è gente che muore di fame, io vado in televisione, canto e mi diverto”.

Ricordiamo ancora dopo Sanremo, il tuo intervento a “L’Arena”

di Massimo Giletti, dove le cose non sono andate per il verso giusto…

“Per me Sanremo è stato divertimento assoluto, ero divertita, mi piaceva quel palco, l’orchestra. Quella settimana per me è stato il paese dei balocchi.

Trovarmi in quel programma, in mezzo a persone che urlavano e in una situazione in cui non c’entravo niente, mi ha disturbato non poco.

Poi con Sgarbi non si può replicare, si arriva alla follia. Quando è partita la pubblicità, ho avuto la sensazione che si fosse chiuso un teatrino. Funziona così”.

Cosa è importante per te oggi?

“L’umiltà di andare a piccoli passi. Ci sono artisti che fanno musica da vent’anni e con la crisi che c’è in giro, non tutti i giorni puoi portare a casa doppi e tripli dischi di platino.

Il fatto che ne abbia già portati a casa alcuni, non mi dà l’autorità di avere un atteggiamento da donna arrivata. Stare nell’olimpo delle classifiche è solo un risultato numerico, ma non basta. Le soddisfazioni me le prenderò tra cinque anni, con calma. E probabilmente non sarò ancora del tutto soddisfatta”.

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