Carone: “Canto l’amore per una prostituta”

Pierdavide Carone ha alle spalle due album, una vittoria a Sanremo come autore di “Per tutte le volte che” di Valerio Scanu e il terzo posto a Sanremo 2009. Torna alla riscossa al fianco di Lucio Dalla a Sanremo con “Ninì” e non solo. Il cantautore bolognese ha prodotto il terzo disco dell’ex talento di “Amici”. “Canteremo la storia d’amore di un adolescente per una prostituta”, dice Carone a Tgcom24.

“E’ un vero onore stare al fianco di chi ha fatto la storia della musica italiana ma anche un onore non deludere le aspettative che ci sono attorno a questa canzone che trascende la kermesse. Non è comunque un caso che questa canzone si dissocia dal resto del disco”. L’album “Nanì e altri racconti….” è composto da dodici brani: “Basta così”, “Nanì”, “Il twist del sud”, “Tra il male e Dio”, “Amoreterno”, “In punta”, “Vuoto cosmico”, “Lo scorpione”, “Certo che sì”, “Tu ed io”. L’undicesima traccia è un breve ma intenso recitato di Marco Alemanno, scritto da Pierdavide e dedicato al nonno da poco scomparso. E infine un classico della canzone napoletana “Anema e core”.

Come mai una prostituta al centro della storia di “Ninì”?
Credo sia interessante l’analisi di due risvolti psicologici differenti dei protagonisti. Da una parte un adolescente che deve ancora conoscere l’amore carnale e poi c’è lei che fa l’amore ma per mestiere. Era necessario raccontare questa storia per quanto in apparenza possa sembrare demodè.

Perché può sembrare antica?
Oggi fanno tutti finta di essere moderni e aperti mentalmente, quando invece c’è ancora chi si scandalizza se due persone dello stesso sesso si vogliono bene o si tengono per mano oppure se una ragazza porta una minigonna. Dunque vorrei riuscire a non scandalizzare con questa canzone, sarebbe un miracolo.

Com’è nato l’incontro con Lucio Dalla?
Sono andato con il presidente della mia etichetta, Andrea Rosi, da Lucio a Bologna. Gli ho fatto ascoltare delle canzoni incise solo con voce e chitarra, nude e crude. Un’arma a doppio taglio, lo so. Nonostante questo lui si è appassionato al progetto e ha voluto darmi una mano come produttore del disco.

Sei andato anche in tour con Battiato, cosa hai imparato da lui?
Il senso della cultura applicato alla vita di tutti i giorni.

E da Lucio Dalla?
Ho imparato a saper vivere. Lui non è il classico artista che indossa capello, occhiali scuri e giubbotto antiproiettile quando esce per strada, ma tocca il mondo e non si tira mai indietro davanti alle situazioni.

Canti anche l’amore in “Nanì e altri racconti…”, quanto sei cambiato in questi anni?
Molto e stavolta ho cercato di rendere più concreto il ménage amoroso. E’ più facile essere aleatori, un po’ poetici. Invece ho cercato di scavare nel quotidiano applicato anche al non facile contesto storico in cui stiamo vivendo. E’ importante in un rapporto a due non chiudersi né vivere nell’eremo, è giusto esporlo a più livelli per crescere insieme

fonte: tgcom

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